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Fotografie e considerazioni sulla fotografia e i fotografi di ieri e di oggi

Gente di Porticello

Ringrazio tutte le care persone di Porticello che si sono lasciate fotografare da me, con tanta disponibilità e rimanendo “vere”. Queste foto sono soltanto un sentito grazie. Il lavoro più ampio spero di poterlo presentare al più presto, non so ancora in quale formula: libro, mostra… Vedremo. Purtroppo le risorse, gli sponsor, oggi scarseggiano. Ma certamente troverò un modo di restituire l’affetto ricevuto.

Anna  Fici

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Il nascente “Humans of Sicily.photo”

Da troppo tempo la fotografia siciliana soffre per via della indisponibilità al confronto ed alla collaborazione dei fotografi stessi. Vittime della gelosia e stressati fortemente dalla sovrabbondanza dell’offerta – che si traduce in spietata concorrenza – in molti casi restano legati al proprio bacino di clienti e di opportunità, temendo che il dialogo con i colleghi li impoverisca. Ed è questo un grave errore, che commettono paradossalmente anche i non professionisti. I fotoclub e le realtà amatoriali, più o meno riconducibili alle associazioni nazionali ed internazionali del settore, hanno promosso troppo a lungo una assimilazione della fotografia allo sport, attraverso l’organizzazione di concorsi con premi, targhe e onorificenze.

Un piccolo gruppo di fotografi palermitani ha deciso di provare a far sbocciare il fiore della collaborazione e della crescita condivisa. E lo vuol fare con un’iniziativa inedita: humansofsicily.photo.

Humans of Sicily è un progetto pilota di ricerca fotografica che nasce  con l’intento di sperimentare in itinere nuovi modi di interagire e collaborare tra fotografi o persone che a vario titolo si occupano di fotografia. Ne sarà lo strumento principale un sito web, destinato ad ospitare i contributi di quanti scelgano di partecipare.

Scopo ultimo dell’iniziativa è quello di realizzare uno o più prodotti finiti (libri, mostre…), a partire dal materiale che ogni partecipante avrà fatto pervenire.

L’idea prende esplicitamente spunto da Humans of New York, Humans of Rome, e siti analoghi. A differenza di quest’ultime iniziative scaturite dalla volontà di un singolo soggetto, Humans of Sicily vuole essere un prodotto collettivo. In questo caso, infatti, i partecipanti si impegnano a fotografare la gente di Sicilia, presentando le fotografie unitamente ad un breve testo descrittivo o testo-intervista, che metta in luce le condizioni di vita delle persone ritratte (chi sono, che cosa fanno, che problemi vivono, che aspirazioni o speranze nutrono…)

Si scarta, quindi, a priori l’idea dello “scatto rubato” e si richiede esplicitamente ai fotografi partecipanti un tipo di fotografia che scaturisca dall’interazione, per quanto breve e momentanea, tra fotografante e fotografato.

A differenza delle altre iniziative analoghe, inoltre, Humans of Sicily intende promuovere una fotografia autoriale. Laddove i siti Humans of New York, Humans of Rome, e simili, privilegiano l’approccio da “repertorio” e “catalogo”, Humans of Sicily privilegia l’aspetto del reportage sociale, chiedendo ai partecipanti di postare non foto singole di singola persona o gruppo ma una serie fotografica, composta da un minimo di 3 a un massimo di 5 foto, in grado di raccontare il vissuto del soggetto ritratto.

I promotori, dei quali faccio parte, stanno lavorando all’avvio del sito. Presto avrò il piacere di comunicarvene l’inaugurazione. Nel frattempo, invito i miei lettori fotografi a manifestarmi il loro desiderio di adesione, inviandomi una email a: photo@annaficiphoto.it. 

La partecipazione è esclusivamente su invito ma sarà possibile richiedere un invito, indicando ai promotori dove poter visionare le loro foto.

E’ bene chiarire che l’iniziativa NON HA FINI DI LUCRO, NE’ FINI IN ALCUN SENSO STRUMENTALI, ed è esclusivamente finalizzata alla crescita culturale e artistica dei partecipanti e dei fruitori.

Anna Fici

Il collezionista di baci

Bagheria (Pa) 30.4.2014 – Giuseppe Tornatore ha scritto nel proprio cognome il suo grande destino: di essere fondamentalmente colui che torna, con sequenze, fotografie, parole, alle memorie che la proprie biografia abbraccia. E sono molte, sono ricche e dettagliate, perché – a detta degli amici che ieri erano tutti lì a villa Cattolica – “Peppuccio ha una memoria da elefante”.

da dx:Carapezza, La Iacona, Tornatore, Lo Medico. Foto:Lorenzo M.D\'Acquisto
da dx:Carapezza, La Iacona, Tornatore, Lo Medico. Foto:Lorenzo M.D’Acquisto

L’occasione è la presentazione di un libro che costituisce per il regista un appuntamento preso da tempo.

Jacques Perrin, il Totò adulto che, colmando una distanza che sembra ormai siderale, torna in occasione del funerale di Alfredo, il proiezionista che lo ha amorevolmente introdotto al cinema, che nella realtà di Peppuccio fu Mimmo Pintacuda, e che riceve in eredità tutte le sequenze che gli avevano imposto di tagliare, tutta una travolgente marea di vibranti, strazianti e coinvolgenti baci che nel film rappresentano l’amore che la vita, le scelte lavorative, le necessarie partenze, le volontà familiari, talvolta la nostra cecità, l’ostinazione, l’orgoglio ci hanno negato.

Lo Medico con Tornatore.Foto:Lorenzo M.D Acquisto
Lo Medico con Tornatore.Foto:Lorenzo M.D’Acquisto

Nell’introduzione al volume che ieri è stato presentato, fortemente voluto dai fratelli Vincenzo e Filippo Lo Medico (Vincenzo, purtroppo, non c’è più), un tempo esercenti del Cinema Nazionale di Bagheria, e dallo stesso Peppuccio, ed oggi edito da Mondadori, viene ricostruita la storia di quei baci che è poi la storia dello stesso regista e del suo capolavoro.

Scrive Tornatore: “A Bagheria, il mio paese di origine, accanto alla chiesa del Santo Sepolcro, c’era il cinema parrocchiale gestito da Padre Pintacuda. Ogni volta che si programmava un nuovo film, il parroco organizzava di mattina una proiezione privata solo per sé. Come è raccontato in “Nuovo cinema Paradiso”, appena sullo schermo apparivano scene che giudicava scandalose, immorali, provocanti, e i baci lo erano, il prete agitava una campanella”.