Perché fotografo

La mia passione per la fotografia ha molteplici origini. Mia madre ne era molto presa. E’ stata, credo, la sua unica passione oltre il lavoro. Aveva, nel cogliere gli istanti più significativi della vita di noi figlie o cogliendo i momenti familiari, un certo gusto ironico. Diciamo che spesso con la fotografia ci prendeva un po’ in giro. In quanto a competenze tecniche era piuttosto scarsa. Andava dall’amico Nicola Scandii (avevano lavorato insieme al giornale L’Ora di Palermo negli anni Cinquanta) e gli chiedeva di impostargli la macchina. Nicola guardava il cielo e le metteva una certa accoppiata di tempi e diaframmi. Tanto la mamma usava una Rollecord 6×6 e, in ogni caso, avrebbe sviluppato lui tirando fuori ogni cosa e risolvendo ogni inquacchio.

Della mia intera infanzia e adolescenza ricordo quasi esclusivamente le fotografie che – più della pellicola – hanno impressionato la mente.

Non so perché… (forse potrebbe rispondermi uno scienziato cognitivo) le fotografie di mia madre mi hanno regalato l’unico passato che possiedo. Per fortuna ne ha scattate tante.

TUTTE LE GALLERIE FOTOGRAFICHE SONO VISIONABILI CERCANDO TRA GLI ARTICOLI RECENTI O NEGLI ARCHIVI A SINISTRA DELLA PAGINA

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