La fotografia di Ferdinando Scianna

Condivido molto di quanto Ferdinando Scianna sostiene in questa intervista. In una intervista rilasciatami un paio di anni fa mi ripetè: “la fotografia è memoria e racconto”. E poi: “Mi chiede che rapporto ha con l’Arte? Beh, quando le cose non servono più, quando perdono la loro funzione, finiscono nei musei…a fare… Arte”

Poi c’è l’Arte che usa la fotografia…

SILENZIO

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NOTTE TRA IL 13 E IL 14 NOVEMBRE 2015

Quest’immagine entra nel cuore del silenzio. L’ho scattata per questo pochi giorni or sono e non sapevo, fino ad oggi, che cosa avrei potuto farne. A volte si segue solo un impulso. Sento spesso l’impulso di cercare l’oltre. Un’immagine dell’invisibile: una contraddizione, un ossimoro.

La vita che viviamo ha il fiato corto. Mai il tempo di un respiro profondo. Cambiamenti che non hanno il tempo di sortire effetti… ed effetti che non si lasciano valutare. Precarietà e insicurezza che dovremmo accettare come l’ambiente ideale per il consumo a oltranza. I nostri pensieri e sentimenti accesi a nostra insaputa con il chip nascosto dell’obsolescenza programmata. Desiderio del desiderio in un mondo in cui la sovrabbondanza imputridisce, mentre ci si sente poveri senza Sky o il Tablet.

SENZA ALCUNA GIUSTIFICAZIONE PER I TERRORISTI STRAGISTI il fatto è che c’è qualcuno che nella scorciatoia della fede cieca cerca un oltre, un per sempre, una felicità assicurata; qualcuno che cerca la purificazione e la catarsi; qualcuno che cerca riscatto. Una rabbia esplosiva su cui dobbiamo interrogarci.

Nel frattempo, viviamoci un momento di silenzio!